Bambole

Dopo diversi tentativi ho finito il primo romanzo letto interamente su una specie di e-reader(1): si tratta di “Bambole” di Akira Mishima(2). Il testo l’ho incontrato nella lettura del numero di gennaio di John Doe (guarda cosa si impara dai fumetti…). E’ un romanzo facile, si legge con gusto se può piacere una storia che mischia fantascienza, un po’ di sesso e di avventura, e qualche spunto interessante, compresi alcuni colpi di scena di un certo effetto. Mi piace l’idea della commistione tra diversi strumenti: il fumetto, il libro/tablet. Non ho fatto nessuna fatica a leggerlo (in quattro diverse sedute, mica in un anno) nonostante si dica, in giro, che leggere sui tablet stanchi molto.

1. Si tratta, in realtà, di un tablet da pochi soldi (169 euro, ma si trova anche a meno, adesso), lo Smart Pad 810c di Mediacom. Software usato per la lettura (dopo diverse prove): Moon+ Reader.
2. Akira Mishima è lo pseudonimo di Lorenzo Bartoli, anche creatore di John Doe.

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Il mio benzinaio è differente

Ci conosciamo da anni, almeno venti. E’ un rapporto continuativo, seppur con incontri di brevissima durata: è il mio benzinaio. All’inizio aveva un suo esercizio, poi chiuso (non ho la minima idea del perché). E’ passato, come dipendente, in un altro grosso punto vendita. Da lì in quest’ultimo, da circa due anni, dove mi approvvigiono con costanza da quasi un anno, da quando hanno aperto anche alla vendita di gas. Ha sostituito il precedente poiché, pur essendo della stessa compagnia e con gli stessi prezzi, è gestito dalla più noiosa e lamentosa famiglia di benzinai che abbia mai incontrato.
L’attuale è sempre stato sul mio percorso per andare a lavorare, nei diversi esercizi che ha passato, tutto qua. Di lui so pochissimo: è sposato, abita nei dintorni e ha una convenzione con una ditta di noleggio. Ci salutiamo come fossimo vecchi amici ma nessuno dei due sa il nome dell’altro, per dire. Ci si prende in giro, senza mai esagerare, con naturalezza. Anzi, ieri ha esagerato. Stavo lavando (con i gettoni omaggio ad ogni tot euro di prodotti) la macchina della consorte, si avvicina e mi fa: “Finalmente ti vedo lavorare, per una volta”. Sorrido. Iniziamo a parlare dei sue due colleghi, molto più giovani di noi (dovremmo essere quasi coetanei) e di come uno dei due non sembri un fulmine di guerra: un bestione di vent’anni, più di un metro e novanta e probabilmente più di un quintale. E’ un ragazzotto simpatico, normalmente sveglio, normalmente normale. Il benzinaio fa: “Lo vedi: si muove nel suo metro quadrato di competenza, niente di più. Per il resto devo correre io. Anzi: correre non è un aggettivo che gli stia bene”.
E’ troppo forte il mio benzinaio.

La lampada

C’è chi, in una lampada, cerca stile, prestigio, design e chi, invece, cerca funzionalità, semplicità, economicità. Se guardate bene le immagini accanto forse potrete immaginare da che parte si sta, qua, delle due tendenze.
Il pargolo abbisognava di una lampada per l’angusta scrivania e occorreva fosse regolabile, alta, pratica. Dopo una strenua ricerca in un megastore di tutto-per-la-casa e il-fai-da-te, dal nome fortemente francese, ecco l’idea: facciamocela, ‘sta benedetta lampada.
Un tubo flessibile per gli impianti idraulici, un cavo, un interruttore, qualche accessorio giusto (un porta lampadine è praticamente indispensabile) ed il gioco è fatto:
– prezzo dei componenti: meno di 10 euro, comprese due bustine di sugru (vedi un paio di post più sotto)
– tempo di realizzazione (compresa la progettazione): meno di 30 minuti.
Soddisfazione personale: grande. Soddisfazione del resto della famiglia: buona.
Nota: il particolare a forma di anello, in sugru verde, nella parte alta, è puramente decorativo.

La pastella magica per il bricolage

“Hack things better” è il motto che campeggia nella home della magica pastella*. Incontrato il prodotto per caso (un commento a un post del Beggi) la curiosità ha fatto accendere la lucetta del “è-quello-che-ho-sempre-cercato”, almeno a vedere le foto. Ordinato, 8 giorni ed è arrivata la meraviglia (anche se è solo una l’applicazione in catalogo, ad oggi, ma dà tanta sicurezza avercela sempre dietro, nella tracolla).
All’aspetto sembra del pongo: si maneggia con facilità, è estremamente conformabile, si stende e si modella proprio come pongo. Dopo una quindicina di minuti inizia a indurirsi leggerissimamente ma per averla perfettamente indurita occorre attendere 24 ore. Nella foto ho riparato la maniglia di un mobiletto del bagno: s’era spezzato e scheggiato nella parte centrale, già riparato una volta – inutilmente – con una nota supercolla. La foga di provarlo non mi ha permesso di perfezzionare al massimo la rifinitura del bordo. Al tatto sembra un misto tra gomma e plastica.
Cos’è? E’ sugru, signori! Costa circa 14 euro per un pacchetto da 12 buste da 5 grammi l’una (di vari colori, mixabili tra loro) più circa un euro per la spedizione, via posta, da Londra. Per il lavoretto in questione ho usato circa 1/5 di una busta. Dura 6 mesi, il prodotto, se conservato in frigo molto di più.

*Chiaramente non sono nè un rivenditore nè un affiliato in qualsiasi modo a sugru, solo un appassionato di bricolage che ha trovato un ottimo materiale.

Cui prodest?

Certo che, dopo averlo annunciato per 6 mesi, alla fine il pessimismo, oltre alla recessione, nel 2012 è arrivato. Da 5 giorni (forse era così anche prima, però) tutti, ma proprio tutti quelli che ho incontrato hanno tirato fuori la questione “il 2012 sarà un anno durissimo” infarcendo la cosa con diversi cc di pessimismo, a seconda del gusto.
Così da 5 giorni mi chiedo: ma a chi giova l’onda di umor nero che è stata fatta nascere e montare? Perché c’è sempre qualcuno che ci guadagna, in ‘ste cose. Lo diceva anche il mio povero nonno. Solo che non ci arrivo.