Internet a tutti

C’era un grande sogno, anni fa, che gira nel mondo: internet ci avrebbe reso migliori. Si pensava: tanta conoscenza, disponibile per tutti, velocemente, quasi gratis… Che spettacolo.
Poi, non so. E’ troppo grande e complesso da capire.
Fatto sta che oggi, fine ottobre 2018, mi arriva nella mail, una domanda:
In quanto recensore di Xiaomi Huami Amazfit bip bit…, puoi aiutare questo cliente?
xxxxxx chiede: “Sapete dirmi se è possibile utilizzarlo con i phone Apple 6?” 

Così, per curiosità, vado nel sito del venditore e vedo che ci sono ben 186 domande con risposta, relative al tal coso! Vuoi che non ce ne sia una che può aiutare l’amico con l’iphone 6? Cerco, nel comodo tool per le ricerche, la cosa più semplice: “iphone”.
Ecco qua.
Non è confortante, ti do ragione. Vediamo di approfondire le 3 risposte della seconda voce, magari trovo qualcosa di utile.

Vabbè, stiamo sul generico allora, guardiamo tutte le domande in fila:

Era la cosa giusta da fare, alla quarta c’è un buon indizio. Se però hai pazienza e arrivi fino alla SESTA, non in fondo a tutte, alla sesta:

Non so se mi demoralizzi di più un tizio che si mette a fare domande senza leggere nemmeno 6 righe o la quantità di beoti che rispondono “Non lo so, non ho l’iphone”. Non credo sia solo una questione di pigrizia, perché poi deve aspettare che gli arrivi la notifica della risposta, magari c’ha una voglia matta di comprarsi quel coso lì e ci sta male… Non può essere pigrizia quella di rispondere alla mail di notifica (o direttamente dal sito, sarebbe pure peggio), scrivere che NON SAI e postare. A che pro? A chi può giovare sapere che TU NON SAI?
Non è un caso isolato, fatevi un giro per Amazon e guardate quante risposto di questo tipo ci sono: migliaia! “Non ti posso rispondere perché non mi è ancora arrivato”: non sei obbligato a scrivere qualche cosa, non mi aiuta per nulla sapere che TU non hai questa informazione, nella notifica c’è proprio scritto “Puoi rispondere…?”, non “sei obbligato a rispondere”, soprattutto se scrivi una roba del tutto inutile.
Un tempo, nei forum, c’erano degli allert grossi così che intimavano di NON postare temi-domande-cose senza prima aver verificato che non se ne parlasse già.
E’ un enorme rumore di fondo di byte inutili, spazio sprecato, tempo sprecato.

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Il colpo di culo

Ciclicamente mi vien su la necessità di cambiare lavoro. Immagino sia una cosa comune, almeno per coloro che c’hanno poca voglia di lavorare o (come nel mio caso) quelli che si fan delle gran fisime in ogni dove. Mi son buttato a cercare soluzioni, roba forte subito, bum bum bum: un gruppo riservato su Facebook e un guru online.

Il gruppo riservato su FB*, in una breve ma rigorosa e scientifica analisi:

  • metà dei post di ricostruttrici di unghie – stiro a casa mia – robe di parrucchieri – vendita profumi – promoter di qualsiasi cosa
  • metà di lavori da casa no porta a porta – condivido questa genialata che ti fa guadagnare sino a 400 euro – selezioniamo 5 persone per il meglio progetto di sempre
  • metà post di persone che cercano “urgentemente” (no, dico, sei sicuro di far bella figura a metter lì ‘sto avverbio, proprio sicuro?) la salvezza di un lavoro, ma part-time, dalle 08.00 alle 12.00, da qua a là, astenersi perditempo.

Ci son rimasto male.

Allora son andato a vedere uno bravo, un motivatore, uno che – lo dico senza nessuna ironia – stimo veramente e leggo molto spesso: Silvio Gulizia. Mi piace un sacco Silvio, ha delle bellissime idee, tipo “diventare leader della propria vita”“vivere intenzionalmente”, “life hacking”. Tutto importante, molto logico, sicuramente efficace, ma faticoso, faticosissimo. C’ho provato un paio di volte: se devo vivere così allora mi faccio monaco buddista, alla fine probabilmente pure risparmio. Non fa per me, non c’ho il fisico, meno ancora la mente. A ‘sto punto resto dove sono, faccio la solita frustrante fatica quotidiana e me la mangio tutta.

Poi l’illuminazione: il colpo di culo. E’ lì il segreto, inciampare nel colpo di culo. Intanto nell’attesa che capiti, oltre a “faccio la solita…” inizio a costruirmi da me medesimo il colpo di culo. Come? Eccolo qua davanti a voi: diventerò un nuovo guru della Rete, mezzo influencer (niente marketing, ho troppo rispetto per voi), una roba tipo “influencer/guru”, mezzo youtuber-instagramer ma senza video né storie né continue foticine di quello che sto mangiando o che sto leggendo al cesso, mezzo capopopolo barricadero- entro nel gruppo ma mi scindo subito.

Intanto beccatevi ‘sto sguardo qua che vi dovrebbe mettere soggezione ma anche indurvi a seguirmi e scrivere nidiate di commenti e non poter far più senza il qui presente blog.

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*Ci tengo a precisare che son arrivato a ‘sto gruppo con l’account di mio figlio, non avendo un account FB credibile e il ragazzo c’aveva l’iscrizione a cotanta comarella di riservatezza.

Il web “post-social”

Ho l’impressione che stia scemando, molto lentamente, l’ubriacatura da social. Piccoli segnali, ma costanti. Primo tra tutti: stanno tornando, nei blog che seguo, i commentatori. Certo, è un panorama molto piccolo, ma è una tendenza che mi pare sia registrabile. Credo che ci sia un nuovo interesse per “contenuti” originali, esposti anche in forme originali, quindi al di là dell’anonima forma di Facebook ad esempio, dove si possa ragionare e confrontarsi senza dover seguire timeline prestabilite e video di gattini.
Secondo segno: una certa disaffezione per i social in quanto tali che si può leggere sia in una minor fruizione degli stessi (qua mi baso su una cerchia di conoscenti, di diverse età e un pochetto variegata per le altre variabili) e un quasi “fastidio” dell’onnipresenza di un paio di essi. Credo che in diversi si siano stufati di vedere gli indirizzi di pagine facebook e account twitter che sono mere repliche di comunicati provenienti dal sito istituzionale dello stesso soggetto e che nulla aggiungono a suddette informazioni.
Magari mi sbaglio, certo non so cosa e come sarà il web 3.0 (ammesso che ci sarà), questo è quanto mi par di vedere, forse anche una sensazione.

Obiettivi 2012

Da anni gli amici mi dicono: “Devi valorizzarti, datti degli obiettivi più prestigiosi, non accontentarti, vola alto, guarda qualcuno che ce l’ha fatta”. Ho deciso, per una volta, di ascoltarli. Guardatomi in giro ho scelto di seguire le orme, a mo’ di emulazione, di Zio Bonino, per affinità: siamo entrambi pelati, viviamo in provincia, abbiamo un blog. Io sono anche molto più alto di lui. Zio Bonino è un grande: ha vinto dei premi alla Blogfest, ha scritto dei libri, è seguitissimo: l’ideale come pietra di paragone. Ecco quindi gli obiettivi per il 2012, non in ordine di importanza:
1. scrivere un libro, direi un saggio filosofico (ho già un paio di idee nel cassetto);
2. vincere un premio alla Blogfest;
3. andare da FabioFazio come ospite per la presentazione del libro (Zio Bonino non ci è riuscito, ancora, vorrei superarlo);
4. diventare seguitissimo;
5. togliermi i polipi dalle fosse nasali;
6. suicidarmi se non riesco a raggiungere almeno uno dei precedenti obiettivi o, in alternativa, far sparire Zio Bonino (poi scrivere un libro sulla cosa, vincere un premio per il libro, andare da FabioFazio…) o, in alternativa ancora, cambiare il giro di amici.

Iperintegralismi

Poi si dice i salafiti, nell’Islam. Certo, là c’è l’aggravante delle azioni violente però, qui nel profondo nord, c’abbiamo i nostri integralisti religiosi, gli adepti del Circolo Christus Rex. E’ gente che ritiene Benedetto XVI un innovatore, per dire. Omofobi, complottisti, subliminalisti, un mix che, dopo una mezz’ora di lettura del sito, lascia sbigottiti: non pare nemmeno di essere nel 2011.

Via Malvino

Sparala grande

Avviare un dibattito serio, pacato, rispettoso sul tema dell’omosessualità, senza avere i Giovanardi di turno che sparano iperboliche opinioni in merito: un paese normale non potrebbe segnarlo come un obiettivo?