Telefilm e tarantella

Mamma che puzza di chiuso!

Oggi si parla di telefilm. Da quando c’ho Sky mi son appasionato di tante serie, le si possono seguire meglio che altro, ed ho notato un altra cosa: non si guarda più, a casa mia, nessuna rete Mediaset. Propongovi quindi sommarie idee circa alcune serie, per condividere.
Battlestar Galactica (BG). Una seriona (attualmente alla quarta stagione su Sky) di fantascienza. M’era stata consigliata durante un incontro su un socialnetwork davvero esclusivo: la serata di inglese del martedì a Schio*. Iniziata la visione per curiosità son stato catturato totalmente. Nel giro di una settimana mi son procurato tuttti gli episodi della prima, seconda e terza serie, più le puntate extra (son due, almeno) e devo dire che è una serie molto particolare. Non è la solita fantascienza luci e colori alla Star Trek, dove tutti sono pulitini, fighettini, ci son tanti effettoni e tanti alieni umanoidi: in BG gli unici alieni sono i cyloni, più umani degli umani (o almeno tanto quanto), le ambientazioni sono più cupe e sporche, tanti sbevazzano e fumano e poco è speso in spettacolarità ad effetto. Poi ci son tanti e tanti spunti d’un certo livello: la religiosità, il rapporto uomo – macchina, la politica (nel senso più ampio possibile)- le leggi – le forze armate.
Dexter. Iniziata ieri sera la quarta stagione (FX su Sky) lo segnalo nuovamente con un pochetta di paura: l’esordio non è tranquillizzante. Non tanto per la tematica (se si segue un telefilm che parla di un serial killer non è che ti aspetti battute e capriole…) ma per il tono della stagione: se gli autori sono riusciti a tirar fuori una stagione almeno come le precedenti sono stati bravissimi a farlo con un inizio così strampalato e fiacco: Dexter che ha sonno, che si fa così condizionare dalla famiglia, che non riesce a sistemare al primo colpo una vittima per un abbiocco, insomma fanno storcere il naso.
– I napoletani. Non è un telefilm, è più una sofferenza: è tutta la settimana alla radio (sono state almeno 8 volte nella poca ascoltata) che sento osannare la napoletanità aggettivata come creativa, vivace, furba, scaltra, ingegnosa. Ecco, scusate l’insofferenza, probabilmente son solo coincidenze e casualità, ma oggi non mi pare proprio ci sia penuria di suddette doti, soprattutto quando slittano nel versante meno vicino alla legalità e continuare a porate a modello cotanto napoletanità non so quanto giovi ai napoletani stessi. Son poi tantini i modelli di tal virtù portata allo strapazzo e nemmeno ciò penso giovi alla povera Italia attuale. Lo dico (oltre che per il bene della Patria) perché ‘sto blog qua è molto seguito dai maggiori direttori della Rai e dai più in vista giornalisti e conduttori radiofonici.

* E’ un’iniziativa proprio carina che, ormai da anni, viene portata avanti da volontari in diversi comuni del vicentino (Schio, Thiene, Montecchio e, da poco, Castegnero). Funziona così: ci si ritrova in un luogo pubblico accogliente (di solito un bar) e si parla in inglese per un paio di ore.

3 thoughts on “Telefilm e tarantella

  1. sulla napoletanità: quest’autunno in un incontro di lavoro mi è capitato un napoletano che aveva fatto una battuta sui rifiuti. è stato un momento molto imbarazzante, provavo una pena profondissima e non sapevo dove guardare.

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