Senza spina dorsale

Ho fatto un sogno stranissimo.
Era periodo di elezioni. Vado a votare, voto comunisti xyz. Torno a casa e inizio a guardare i sondaggi e i risultati elettorali. Berlusconi ha vinto, ma non grandemente, immensamente. Dai risultati emerge che c’è stato un solo voto non dato al PDL, in tutta Italia. Pare sia stato dato ai comunisti xyz in un piccolo paesino in provincia di Vicenza. Tutti i giornalisti e i commentatori e i politici si struggono nel cercare di capire l’evento.
Io so chi è stato.
La gente scende in piazza a festeggiare: bandiere, clacson, grida gioiose e canti, mentre io sono triste. Inizio ad avere paura: a casa mi guardano male, probabilmente sospettano, cerco di far finta di niente.
La mattina dopo, a colazione, arrivano 4 SUV neri. Si fermano davanti casa, scendono una decina di omaccioni in abiti neri e con gli occhiali neri (alle 8 di mattina?), suonano alla porta e mi chiedono di seguirli: sono dei Servizi Segreti (manco sapevo che ce li avevamo anche noi in Italia, pensa te). I bimbi piangono, mia moglie mi guarda storto e li rassicura: “Chissà cosa avrà combinato vostro padre, questa volta…”.
Mi portano a Roma: 600 chilometri senza dire una parola, nè io nè loro. L’ansia mi monta e sono quasi paralizzato dalla paura.
Arriviamo in un palazzo bellissimo di Roma, mi fanno accomodare in uno stanzone tutto arazzi e mobili prestigiosi. Silenzio.
Dopo una buona ora arriva lui, il Presidente. Mi guarda cupo e mi fa, secco: “Sappiamo che sei stato tu, non negare”.
“A fare cosa, di grazia?” gli fo.
“A votare contro di me, a votare comunista. Tu solo. In tutta Italia. Come hai potuto?”. Il Presidente è più triste che arrabbiato, mi par di capire.
“C’è libertà di voto, no?” azzardo, timidamente.
“Tutti mi amano, tutto il Paese mi adora. Solo tu mi remi contro. Cosa ti ho fatto, cosa ti ho fatto, dimmelo?” e mentre lo chiede mi pare che stia per avere una crisi di nervi.
“No, senta, personalmente lei non mi ha fatto nulla. Ci siamo conosciuti adesso, quindi… E’ più – come dire – la sua politica che non mi garba più di tanto…” non riesco a discutere con uno che sta male.
“Dimmi cosa vuoi da me! Vuoi diventare Ministro, un posto da qualche altra parte, denaro, macchine, ville, donne… un iPhone?”.
Non toccare quel tasto lì, ti prego, non mettermi alla prova: posso resistere a tutto ma non ad un iPhone regalato. Inizio a sudare, lui mi si avvicina sempre di più, mi fissa con sguardo magnetico: forse ha capito la mia debolezza, forse lo sapeva addirittura da prima, c’ha il servizi segreti lui. Fa un cenno con il capo ed entra una donna bellissima con un vassoio d’argento in mano e sopra… la scatola di un iPhone. La donna è prorio il mio ideale femminile: alta, mora, pelle ambrata, fisico statuario, con una grazia che toglie il fiato. Certamente anche qui c’è lo zampino dei Servizi.
Tremo e sudo come una foglia, sento le mie più profonde convinzioni vacillare. Il Presidente mi guarda, mi par di scorgere un luccichio strano nei suoi occhi, probabilmente pensa di aver vinto.
“Di’ la parola giusta, rinnega, rinnega, rinnega… e saranno tuoi, entrambi”.
Mi sento scoppiare la testa: il dissidio interiore è lancinante.

Mi sveglio, per fortuna.

11 thoughts on “Senza spina dorsale

  1. L’ho letto e subito ho pensato:
    “Ecco, questo vorrei averlo scritto io!”
    Applausi da un altro vicentino di provincia!

  2. @Mordecai: ma mettiamo in contatto, in quanto conterranei! Direi via Facebook.
    @bg: in un mondo di Fantozzi chi è il monocolo che fa da re?
    Grazie alle altre attestazioni.

  3. Mi scuso di avere sbagliato ad inserire il mio post. Sono abituato alla riga dei commenti in basso all’argomento, colgo l’occasione per fare una domanda: non è che ti chiami Avoledo e sei un ex-bancario che ha fatto fortuna coi libri un po’allucinati come il tuo incubo? Se ti ricordi il personaggio del factotum, organista (coi soldi della Regina Margherita) e compagno di caccia del Principe di Salina, che è stato l’unico a votare CONTRO l’unità della Sicilia all’Italia, ed il cui voto sparisce nel conteggio finale (rovinava la perfetta simmetria di un UNANIMITA’), vedrai che hai degli illustri precedenti in letteratura. Va bene che l’ultimo Franceschini da leggenDario è diventato suDario, ma non pensi che toni così luttuosi non siano un grande auspicio per un futuro che può non essere poi così brutto per un certo tipo di sinistra. Se poi qualcuno sparisce, pensa che è già successo ai T Rex e che fra 300 anni succederà anche allo Psiconano. Prima purtroppo penso che non sia possibile (deve come minimo fare 5 settennati di fila al Quirinale).

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