Dell’essere schivi

Akille, un uomo buono e saggio, al quale sono infinitamente grato per diversi motivi (l’ultimo per avermi riconosciuto a Riva del Garda, è sempre gratificante vedere che qualcuno si ricorda di te, ti fa sperare di essere ancora vivo veramente, non di sognarlo), butta giù diverse riflessioncine su Friend Feed, tutte condivisibili, per come la vedo io. Ci vuole tanto tanto tempo per star dietro a questi strumenti (FF e twitter e facebook e…) e tanta voglia di comunicare, anche solo nella maniera del cazzeggio. Confesso: c’ho provato, ma era più forte di me la spinta contraria.

Tra i commenti alla produzione dell’Akille un bagliore di luce dal poeta malinconico che puoi aiutare a mettere in ordine le ideuzze. Dice di FF:

però, ecco, nello specifico del mezzo, non si può non dire che il fatto che i commenti vadano a mettersi in un posto diverso e meno accessibile da ciò che commentano è una cosa comunicativamente stupida in modo quasi comico, che spiego solo col desiderio di selezionare il pubblico (legittimo ma vagamente suicida, un po’ come fare discendenza tra consanguinei) e che non può che impoverire il blog senza niente in cambio, tranne un gran darsi pacche sulle spalle (un po’ come ai primi tempi dei blog che era tutto un darsi del genio a vicenda…). Del resto analogo impoverimento piuttosto scemotto sono stati i tumblr: una volta segnalare era parte integrante dei blog, mi pare.*

L’esser schivi, oggigiorno, l’essere infastiditi dal troppo parlare e dal sovrapporsi di parole, magari con ritmo frenetico, può esser visto come retrò o come una forma di snobbismo. Probabilmente è per questo che non vado mai al bar.

4 thoughts on “Dell’essere schivi

  1. malinconico tua sorella.
    cmq non è che io abbia qualcosa contro i social network. è la gente che mi sta sul cazzo.

    (scherzo eh, vecchia spugna. forse torna di moda occuparsi di ‘ste cose, chissà…)

  2. @Mitì: penso sia una discreta schiera, silente spesso.
    @b.georg: negli aperitivi che mi ricordo io eri sempre in compagnia di deliziose ragazze, tutt’altro che schivo… Anche a me, sommariamente, la gente mi sta sul cazzo, soprattutto quella che non conosco e in grandi quantità. A piccolissime dose di noti li reggo, anche se non per molto. Aborro le mode, senza se e senza comunque.

  3. eh sì, penso anch’io che il poeta malinconico nell’occasione abbia molto ragione.

    ps: ho recepito il messaggio, se su facebook mi mandano un “suck my lollypop” non tiro in mezzo te😉

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