La teoria delle stringhe

Va precisato che non si parla dei “lacci delle scarpe”, lo dico per i tre lettori non fisici teorici che passan di qua. E per “fisici teorici” non si intende la possibilità di essere atleti…, ma a continuare così viene rapidamente l’orchite, bisogna dare per scontato qualcosetta.
Stringhe, si diceva. Pur avendo toccato lo studio della fisica solo di striscio alle superiori, conservandone come ricordo la sensazione tipo quando si pesta marginalissimamente una cacca sul marciapiede e se ne conserva la gioia per questa estrema marginalità, grandi e grandissimi interrogativi m’han sempre attanagliato in codesto campo. Non tutto è facilmente spiegabile con i soliti canoni, qualcosa di grande e indicibile pareva essere là fuori, guardando le stelle: soluzioni per ora incompresibili, vastità per ora non calcolabili, dimensioni non percepibili.

È un mondo nuovo e insolito – con dimensioni spaziali nascoste, inaccessibili all’osservazione –, dove l’invariabilità delle leggi, la costanza delle costanti fondamentali, l’unicità dell’universo vengono messe in gioco in un precario equilibrio sul filo dell’incoerenza…*

E’ confortante sapere che, seppur in maniera più alta e strutturata, qualcun altro ci aveva già da tempo messo cervice. Penso che Il Paesaggio cosmico, di Leonard Susskind (vedi link della citazione) potrebbe essere un buon libro da regalarmi.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...