Fragilità e statuine

Non son più fragile come una volta. Mi frega molto meno quello che la gente pensa, come mi vede, spesso anche cosa mi dice.
Forse è per il fatto che c’ho due piccoli Buddha sorridenti sopra il monitor del pc. Non so esattamente di cosa son fatti e non mi ricordo quando e dove li ho comprati. Son entrambi seduti, uno c’ha in una mano una palla, tiene un sacchetto con l’altra e sorride, il secondo c’ha un sacchetto e un ombrellino e ride proprio di gusto. Saran almeno 15 anni che ce li ho, sempre messi (col velcro) sui monitor con i quali c’avevo a che fare. Adesso sono a casa, una volta son stati anche in ufficio.
Probabilmente, col passare degli anni, m’han inculcato e trasmesso – forse inconsciamente – un certo distacco, la forza di relativizzare giudizi e parole, di sorridere delle avversità e cercare comunque di evitarle. Forse non son stati i Buddha ma non me la sento di escluderlo.
Non son ancora del tutto arrivato, così i Buddha li lascio lì, male non fanno di sicuro.

4 thoughts on “Fragilità e statuine

  1. io, vicino al computer, c’ho un vecchio elefantino che ha perso qualche pezzetto di specchio (sarà da una quindicina di anni, ma non ho l’impressione che abbia influito su niente, mi fa giusto un po’ di compagnia)

  2. @confucio: sono estremamente onorato di averla come mio commentatore. la ringrazio. che l’armonia sia con lei.
    @Miti: sono tentato di crederle.
    @caporale: non puoi sapere su cosa e quanto abbia influito, invece.

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