Intervista a Eiochemipensavo

Avete presente Eiochemipensavo? Mi son detto: ma uno che vince un cotal premio, possibile che nessuno lo intervisti? E’ anche possibile che lo abbiano intervistato e non me ne sia accorto oppure che gli stan sulle palle le interviste, comunque ci ho provato. Da quel gran signore che egli è m’ha risposto prestissimo (tra l’altro è anche un gran bell’uomo). Eccovi il tutto.

1. Cosa cambia, nella vita di un blogger, l’aver vinto un premio così prestigioso come “Miglior blogger letterario”? Più gnocca, più cene pagate, più accessi?

Eh guarda, si sta male. Qua adesso sul pianerottolo c’è pieno di ragazze che mi vogliono, e perché non si picchino tra di loro ho dovuto far delle spese, ho dovuto metter delle sediole, la macchinetta dei numeretti, eccetera. Poi bisogna anche dire che tutto questo porta anche una certa stanchezza fisica, e non ce la si fa più.

2. Veniamo al premio. Adesso puoi dirlo: quale è stato il segreto della tua vittoria? Promesse di favori sessuali, abiura di qualche scrittore contemporneo o semplice culo?

Secondo me i blog che erano classificati, a torto o a ragione, come letterari, tra le nomination, non li conosceva nessuno. E allora han votato tutti per il primo della lista, in ordine alfabetico, non sapendo cos’altro fare. D’altronde bisognava votare per tutte le categorie, alla fine han votato per me. Comunque secondo me han fatto bene.

3. Molti dicono che il tuo stile è mutuato – tanto – da quell’altro là: come ti difendi?

Non ne ho mica mai fatto mistero. Se non avessi conosciuto quell’altro là, come lo chiami tu, questo blog non l’avrei mica mai aperto. Poi vado a periodi. Dipende da cosa sto leggendo, dall’umore del momento, ma al norismo torno sempre volentieri.

4. Cosa suggeriresti ad un neo-blogger che volesse aprire un blog letterario?

Ecco, io non ne ho idea, perché a parte il fatto che s’è pubblicato un libro, di letterario il mio blog ha poco. Comunque, di blog letterari ne leggo, e un consiglio che posso dare è di prendersi poco sul serio, perché i blog letterari che leggo sono una cosa tristissima che puoi leggere solo perché ormai è diventata un’abitudine, o perché sei morto come loro.

5. Puoi inventarti, su momento, due righe da poter conservare come perle preziose e bullarmene per un bel po’?

Mi è venuta in mente questa frase bellissima, te la regalo: “Mangio prugne secche per andar di corpo meglio.”

6. Per cortesia, in rapida successione: un blog che ami, uno che detesti e uno che invidi.

Uno che amo è Daring Fireball. Quelli che detesto non li leggo, diciamo che è il mio modo di rimuoverli dall’esistenza senza ucciderli fisicamente. Che invidio non ce ne sono, io credo, magari ci son quelli che riescono a farlo di lavoro rimanendo se stessi, per esempio sempre John Gruber, o i tizi di Boing Boing. Nei blog italiani non invidio nessuno. Siam tutti messi male uguali.

7. Dicono che i blogger siano grandi narcisisti: dopo che ci siamo conosciuti a Riva del Garda non trovi che io sia un gran bell’uomo?

Sì. Assolutamente. (Naturalmente, se ti vien posta la domanda inversa, ricordati di rispondere allo stesso modo.) (Altrimenti poi vedi.)

2 thoughts on “Intervista a Eiochemipensavo

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