Congestioni

Ho fatto un incubo terribile.
Sono in statale, fermo ad un ingorgo, causato dall’ennesima rotonda. Mi prende la rabbia, l’ansia, lo sconforto (non nell’ordine preciso) e muoio. Si da il caso che in quel preciso momento un bosone di Parnasso, in fuga da Ginevra, entri in collisione con la mia animella e – fondendosi in maniera non spiegabile (per ora) – si venga scaraventati nella rete: sono diventato una cassella di posta elettronica. All’inizio è bellissimo: amici che scrivono per sapere se sto bene (come minchia abbiano saputo che son morto non lo capisco, ma è un sogno mica un trattato di fisica), mi arrivano le password di tutti i più bei siti del web, compreso le specifiche per diversi account sostanziosi di paypal. Pensando a come potrei diventar ricchissimo vengo sconvolto da un flusso smodato di spam. Non lo reggo, troppi “enlarge your penis” e “mesagio di banca di italia per suo conto” e rimuoio. L’altra mia metà – il bosone – che nel frattempo stava copulando con alcuni atomi di silicio di facili costumi, riprende vigore e ci ritrasformiamo: sono diventato un blog. All’inzio è stupendo: i miei amici mi commentano per sapere se sto bene (il perché e il percome è una cazzata, ma mi ci sto abituando), in un niente sono al primo posto su technorati, vinco tutti i blog awards in tutte le categorie (più alcune create all’uopo) compresi quelli appena vinti (e vengono ritirati agli ex-vincitori). Poi ecco le rogne: milioni di commenti di spam, un’innondazione di trackback e perisco.

Il bosone, fetente, nel frattempo s’è ingroppato le API di google, è infoibato al massimo e ci trasformiamo in un account di Twitter. Immediatamente compaiono 50.000 followers, compresi tutti gli amici che chiedono lo stato di salute. Comincio ad essere stanchino anche nel sogno. Tutti postano a manetta, mi invitano a seguirli su Facebook, Wackwall, MIXTT, a chattare con Babuki, Msn, gTalk, Yahoo!, ICQ. M’assale lo sgomento, cercando di rispondere a tutti su tutto, e schiatto. ‘Sto pirla di bosone, appena uscito da un’orgia con tutti i plugin di WordPress, strizza l’occhio e fa: “Adesso FriendFeed”. “Una cazzo”, gli grido addosso. In un nano secondo gli do una gomitata sui bosonini e scappo. Cerco la spina, ci deve esssere una fottuta spina da qualche parte. Prendo il tronchesino che tengo annodato alle mutande (in certi incubi ci sono strani strumenti, se li cerchi nei posti giusti) e mi dirigo verso un enorme filo nero: è LA dorsale, il cavo di tutti i cavi, da lì passa tutto Internet. Comincio a tronchesare e prego: “Dio, chiunque ed ovunque tu sia, friggimi, fa che intercetti la corrente al più alto voltaggio che esista, fa che possa defungere in pace, ti scongiuro”.

Mai ho amato tanto la sveglia.

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