Face-dubbi

Si ragionava, in questi giorni, con un vecchio amico di blog, su Facebook. La domanda, che ci si rimbalzava a vicenda, era pressapoco: “Ma ha che serve ‘sto coso qua?”. Non è per far gli snobbini di periferia ma proprio non ne capisco l’utilità, soprattutto nel tempo. M’ero aperto un account all’inizio del servizio (come quasi per ogni novità che c’è, poi me li dimentico e li lascio là), poi un altro per far parte dell’impresa dei mille di Nicoletti (ma dopo qualche giorno di immobilità mi son dis-notato per lasciar post a qualcuno che volesse/capisse far qualcosa).
Confesso che mi secca non capire questi strumenti che tanto acchiappano in rete, mi par sempre di star perdendomi una qualche opportunità.
Qualche giorno fa, dopo l’invito di una gran sagoma ci ho riprovato, con impegno. Di buzzo buono ho cercato qualche amico di vecchia data grazie agli incroci proposti dal sistema (mi ha stupito il fatto che han accettato tutti), ho scritto 5-6 messaggetti su una bacheca stramba e poi son rimasto là, a gardare sta pagina. A parte l’ambizione – che potrebbe far breccia in qualche cuoricino (non il mio, però)- di aver una lunga lista di amici, resta il dubbio: e adesso?
Illuminazioni son ben accette.

5 thoughts on “Face-dubbi

  1. non lo chieda a me. mi sono iscritto per motivi familiari e poi un po’ di amici mi hanno mandato inviti, tutti accettati benvolentieri, ma per il resto resta un mistero. ma del resto nn ci ho capito un’acca nemmeno di twitter per cui sono recidivo. probabilmente nn sono portato, mi sa che sono vecchio dentro.

  2. Non serve a un cazzo, più o meno. Oddio, uno lo può usare per ricordarsi dei compleanni, oppure per caricare foto (ce ne sono più su FB che su Flickr, mi dicono), oppure per cercare di trombare – ma insomma, ci siam capiti.
    Peraltro, a pensarci bene, anche perdere tempo su una minchiata può avere la sua utilità, no?

  3. Mah. Di tutte queste adorabili cazzabubbole, sento un’utilità (lavorativa) solo col myspace (musicale). Peraltro, ovunque siam sempre gli stessi, blog, twitter, Facebook…. si rischia di ripetersi.

    Sul lato trombabile, pregasi dare delucidazioni, sir squonk, che qua non si ha la stessa impressione (o intendeva meetic?)…

  4. @b.georg: son contento di essere in buona compagnia. Con Twitter non c’ho manco provato, presuppone una presenza troppo intensa on-line. Ne deduco che siamo coetanei “dentro”.
    @squonk: ho sentito della cosa del trombare, ne parlavo anche con l’altro amico. Mah, se lo dice lei, le credo. Ho sempre pensato di perder tempo con i videogame, sinceramente.
    @laflauta: sarò sincero: myspace l’ho sempre visto come il fratello “facile” del blog. Lavoro per una serie di persone (dj, gestori di locali, organizzatori di feste…) che c’hanno tutti lo spazio su myspace, tutto luci e colori, pochissimi testi di una incosistenza rara, tantissimi “amici”, musichette. Non ne ho avuto un’impressione straordinaria.

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