Archive for Blogsfera

Questo sarà l’anno del blog

I segnali sono tanti, basta averci l’occhio. Pessimismo, disoccupazione, pochi soldi: cosa c’è di meglio di un blog per sfogarsi, elargire salvifiche ricette, dileggiare o chiedere aiuto?
Vedrete.

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Tu chiamale, se vuoi, relazioni

*
Sabato sera, cena con amici.
– Hai poi messo l’ADSL?
– No, non ne sentiamo più di tanto il bisogno, di internet…
E si inizia a parlare del simpatico mondo della rete. Si va dal come si può usare il mezzo, dal tempo che ruba/occupa, sino a coloro che sembrano esserne dipendenti. In breve il tema diventa: ma sono relazioni quelle intrattenute con gli altri internauti? Va detto che la coppia è gente per bene, impiegati in banca, timorati di Dio, impegnati in paese.
Tiro fuori la mia esperienza, soprattutto dal 2002 in poi, col bloghetto. Loro partono da un presupposto molto chiaro: senza contatto “fisico”, nel senso della presenza contigua dei corpi, non si può definire “vera relazione”. Dopo un’oretta conveniamo che:
– ci sono diversi tipi di relazione. Come nessuno si sogna di negare che una bella telefonata con un amico la si possa definire “un momento di relazione” forse è così anche per i rapporti nel web (si tende soprattutto a riflettere su blog, facebook, twitter, friendfeed…). Forse i rapporti, le relazioni che si creano con frequentazioni, negli anni e con i diversi mezzi, sono appunto “vere”, soprattutto se tendono ad un incontro.
– bisogna considerare anche il peso, la densità delle relazioni (“profonditàpare non sia più bello da dire). Alle tante mezz’ore passate a sentir parlare di tempo, calcio, strade o piene o vuote mentre aspettavo il ragazzo al calcio mi sento di considerare più densi i tanti scambi avvenuti, negli ultimi anni, con diverse persone conosciute qua in giro (alcune fortunatamente anche poi incontrate).

Non c’era da convincere nessuno, siamo amici, però m’è parso di averli visti andar via con qualche dubbio in più sul significato di relazione.

* Mi piace tantissimo lo stile di Matteo Bordone di mettere un’immagine “allegorica” all’inizio del post. Cioè: penso io che sia allegorica, dato che non capisco mai a cosa si riferisca, spesso nemmeno cosa esattamente sia quell’immagine. Così ho pensato, per i miei post, di utilizzare questo sistema: una ricerca di immagini con il termine più significativo (o ricorrente) del post e poi scelgo il jpg che più mi piace o che ci intravvedo un’analogia (voi ne cogliete qualcuna in questa qua, ad esempio?). Tanto son convinto che il Bordone fa lo stesso.

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A quanto mi vien via?

Che bello fare i conti in tasca agli altri… Segnalo un paio di particolari strumenti che "danno un valore" al proprio sitarello. Per curiosità ho buttato lì i primi nomi che mi son venuti in mente, con diverse sorprese:

 mantellini Mantellini verrebbe via, se il buon Massimo volesse realizzare per comprarsi un nuovo iBook, a quasi 9.000 dollari.
 sofri  Il blog del Sofri è molto più esoso, oltre i 22.000
 macchianera  Con 5.000 dollari in più verrebbe (sempre ipoteticamente) via il sitone del Neri, con vignette, fotine e tutto il resto.
 geekissimo  Per far proprio il blog dal quale è stata tratta la segnalazione, il pregevolissimo Geekissimo, più di 65 mila dollaroni
 caporale   Il sogno proibito, immagino per molti, resta quello del blog del Caporale Rayes: quasi 300 mila dollari! Con poco più di 100 vi portate via questo qua, invece.

Le due risorse: Stimator, quello usato per gli esempio, e u2ws, che dà spesso valutazioni più altine.

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Dell’essere schivi

Akille, un uomo buono e saggio, al quale sono infinitamente grato per diversi motivi (l’ultimo per avermi riconosciuto a Riva del Garda, è sempre gratificante vedere che qualcuno si ricorda di te, ti fa sperare di essere ancora vivo veramente, non di sognarlo), butta giù diverse riflessioncine su Friend Feed, tutte condivisibili, per come la vedo io. Ci vuole tanto tanto tempo per star dietro a questi strumenti (FF e twitter e facebook e…) e tanta voglia di comunicare, anche solo nella maniera del cazzeggio. Confesso: c’ho provato, ma era più forte di me la spinta contraria.

Tra i commenti alla produzione dell’Akille un bagliore di luce dal poeta malinconico che puoi aiutare a mettere in ordine le ideuzze. Dice di FF:

però, ecco, nello specifico del mezzo, non si può non dire che il fatto che i commenti vadano a mettersi in un posto diverso e meno accessibile da ciò che commentano è una cosa comunicativamente stupida in modo quasi comico, che spiego solo col desiderio di selezionare il pubblico (legittimo ma vagamente suicida, un po’ come fare discendenza tra consanguinei) e che non può che impoverire il blog senza niente in cambio, tranne un gran darsi pacche sulle spalle (un po’ come ai primi tempi dei blog che era tutto un darsi del genio a vicenda…). Del resto analogo impoverimento piuttosto scemotto sono stati i tumblr: una volta segnalare era parte integrante dei blog, mi pare.*

L’esser schivi, oggigiorno, l’essere infastiditi dal troppo parlare e dal sovrapporsi di parole, magari con ritmo frenetico, può esser visto come retrò o come una forma di snobbismo. Probabilmente è per questo che non vado mai al bar.

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In senso inverso

A volte una certa ruvidezza, certa abrasività, nel prendere le cose è magari l’unica soluzione. Poi alcuni fanno di ‘sta ruvidezza una cifra stilistica. Può piacere o meno, si sa, come tutto. Lo sberleffo, l’ironia, il sarcasmo son forme retoriche, ed anche qua vedi sopra. Del personaggio che spesso si sente parlare di questi tempi son un affezionato lettore (via feed) e, lo confesso candidamente, molto spesso lo trovo intrigante, altre acuto, alcune persino divertente sino al sorriso (e per me non è poco). Se – un domani – prendesse un mio post (o una parte di esso), magari uno che ci ho lavorato molto, che mi pare un’opera straordiaria, e lo sfanculasse e lo ridicolizzasse, trovandoci quelle metacose che lui sa trovare, be’ ne sarei orgoglioso o – per lo meno – entusiasta. Perché si vede che è uno che ci vede una luce particolare nei post degli altri blogger, ci lavora (a volte cerca persino le gif che, si sa, valgon più di mille parole), e legge un bel po’ di roba. Soprattutto non mi importa un bel niente delle cose che scrivo, non ci sono attaccato come fossero dei figli, per dire. Altra cosa se venisse un qualche tipo qua e offendesse qualcun altro nei commenti, perché qua è casa mia e non sta bene.
La mia posizione, rispetto alla blogsfera tutta (ma anche rispetto a l’informazione/intrattenimento tutto) si rispecchia perfettamente nelle parole del saggio Eio:

Perché escludere delle persone dalle proprie letture, è il modo migliore per cancellarle dall’esistenza, ed è per questo che quando mi dicono che la blogosfera è un posto di merda, io dico che per me invece no, perché a me, le persone che leggo e frequento, mi sembran tutte delle belle persone. Quelle brutte, di solito, le ho appena sentite nominare.

Poi l’internet c’ha quella bella cosa, che tutti ce l’hanno a disposizone: la ics (X) in alto a destra della pagina (o della scheda se usate Firefox), provate a schiacciarla, qualche volta, scoprirete la meraviglia. E così la blogsfera è già un posto migliore (o forse il migliore dei posti possibili)!

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Blogfestival

“Questo è un blogfestival, altro che una blogfest!”. La trovata è di Akille, sotto i portici di Piazza III Novembre di Riva del Garda, ieri verso le 13.00. Si era, placidi, davanti al buffet post FashionCamp. Probabilmente ci ha preso: 3 – 4 QualcosaCamp al dì, concerti, dibattiti, tavole rotonde; se non è un festival bisogna inventarsi un altro termine (no, Woodstock dei blogger direi di no).
Adesso a voi una breve trattazione sul perché è valsa la pena di fare una cappatina colà.
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Blogfest

Tutti gli strumenti del mondo (blog, facebook, twitter…) non valgono un caffè con un amico.
Meglio se più amici.

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Sperimentazioni in corso

E’ più forte di me. Son qua da due giorni è già mi sento stretto. Mi basta che una cazzata non funzioni come mi aspetto e cerco un altro posto. Così, in una domenica uggiosa e temporalesca, ho messo su delle prove su due servizi di hosting gratuito (che però c’hanno anche un bel database Mysql in omaggio). Devo dire che mi son sembrati entrambi validi (uno dovrebbe averci una qualche forma di pubblicità ma con firefox 3.0 vien segato via tutto) e abbastanza veloci: si tratta di Helloweb e Il bello. Come piattaforma son sempre fermo a WordPress (nello specifico la 2.6.1 in italiano). Ecco quindi le altre repliche del coso da: una e due.

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“Prima” una sega

Adesso con Google si trova tutto, non si dimentica niente, hu hu hu.
Documentandomi sulla prossima edizione della Blog Fest 2008 ho trovato diversi che presentano l’evento come “la prima blogfest italiana“. Così, con la delicatezza che sempre ha connotato il qui presente si corda che è almeno la terza edizione.
La memoria dice che ve ne furono almeno una prima ed una seconda. Mi piace ricordarlo soprattutto per lo spesso vituperato Gianluca Neri che fu se non il primo promotore delle prime due (l’idea era circolata diverse volte) sicuramente l’ottimo organizzatore (che confusione di numeri, ostia).
Se non mi inganno l’hosting del sito dell’attuale è sempre a casa sua, poi.

Son passati 5 anni, mica un secolo!
Con gioia e letizia ricordo alcuni scatti che potete trovare qua per il 2003 e qua per il 2004.

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