Con Tangentopoli l’impressione fu della “rivincita” delle seconde linee, dei segretari e dei portaborse: spazzata via buona parte della classe dirigente che contava e sapeva fare, rimase loro in mano il potere. Fu così che tanti oscuri personaggini divennero, forse loro malgrado, personaggioni in quanto a posizione, restando sempre -ini in quanto ad abilità perché, nella gara di corsa, se azzoppi tutti i cavalli vince sì il mulo, ma sempre mulo rimane. Ora, a quasi vent’anni da quei giorni, pare tocchi la ribalta anche agli uscieri di quei segretari e portaborse e il paragone ippico proprio non mi viene. Vanno anche in TV, invece di aver la decenza di accontentarsi di poter mettere le manine e la boccuccia in una torta che prima vedevano solo passare, e là palesano quello che hanno di enorme: la pochezza.
Occorrerà aspettare altri vent’anni perché si inizi dal principio il giro?