Una delle teorie sull’evoluzione che va per la maggiore all’interno della comunità scientificamondiale è nota col nome di “Rombo di tuono”. La CIA costringe gli scienziati, da anni, a tenerla nascosta e non divulgarla per non inimicarsi la potentissima lobby cristiano-giudaica, soprattutto i creazionisti più rigorosi.
Sappiamo tutti che la teoria darwiniana non è ancora riuscita a dare una spiegazione accettabile del come l’uomo sia diventato essere senziente. “Rombo di tuono” è l’uovo di Colombo, la risposta giusta al momento giusto, una fila di piselli-soluzione adagiati amorevolmente nel baccello del dubbio. I teorizzatori, l’indiano Sciant Isos e il keniano Mbulas Kirinoi, hanno ipotizzato che, diverse centinaia di migliaia di anni fa, un folto gruppo di megaprotoscimmioni (sarebbero gli antenati dei primi ominidi) si trovasse nei pressi di un vulcano nel centro Africa, a quel tempo zona ricca di bananeti e ogni altro ben di dio di frutta. La mandria sta pascendo beatamente, dopo un lauto pranzo (o cena, non è determinante ai fini della teoria), si riposa e cerca sollievo e ombra nei pressi di strani monoliti (strani per noi, non per le scimmie che son ancora beote come dei comuni oranghi dei giorni nostri, per dire). Questi monoliti oltre che strani sono anche ricchi di ferro e decine di altri minerali ferrosi e un filino magnetici.
Cosa ti succede a quel punto? Scoppia un temporalone. Bin bum bam: tuoni fulmini e ancora tuoni e ancora fulmini e sempre più tuoni… insomma un signor temporale. Il caso, certamente il caso, nessuna mano di divinità è chiaro, fa sì che i fulmini in qualche modo si intreccino rimbalzando da sasso a sasso, creando una specie di campo di energia. La spiegazione fisica della cosa c’è, da sempre, non posso tagliarvela troppo fina in tutti i particolari ché viene troppo lunga. Insomma: si crea un campo di energia che interferisce con la materia grigia dei protocosi, che son tutti là che urlano come scimmioni impauriti di fronte ad un megatemporale (come di fatto doveva essere). Finiti i botti si guardano e – in quel preciso momento – capiscono che qualcosa è successo. Non come quando sentono che hanno fame o che vogliono copulare, uno scalino più su.
Il resto della vicenda è nota a tutti: sempre meno peli, camminata eretta, migrazioni, linguaggio scritto, guerre…
Il luogo, noto in Africa come “Bus des sgnao”, è sorvegliato costantemente dal un pool di agenti speciali della maggiori nazioni del mondo, assolutamente nessuno ci si può avvicinare e la sua esistenza è pervicacemente negata.
La cosa buffa è che lì si sarebbe potuto trovare qualsiasi altro gruppo di animali: pensate cosa sarebbe successo se si fossero fritti i cervelli di una mandria di gazzelle o di leoni o di topi o di galline o…